La sindrome di Wanderlust
Il
termine wanderlust è
di origini tedesche e deriva dall’unione di due parole: “wandern”
e “lust”, ovvero “camminata” e “desiderio” e significa
letteralmente “desiderio di vagabondare”.
Tuttavia, non si tratta di un semplice desiderio, bensì identifica
l’impulso a viaggiare e a non stare mai fermi in un solo posto. Per
alcuni è una fissazione, un’ossessione o magari anche la valvola
di sfogo per alleviare insoddisfazioni personali. I
wanderluster si riconoscono al volo e ci sono dei segnali
inequivocabili per comprendere se si è affetti da questa sindrome.
Non si tratta di una malattia, tuttavia nei casi più
estremi, porta ad un forte senso di frustrazione e malessere, nel
momento in cui si è impossibilitati a viaggiare. Chi ne soffre sta
male fisicamente e psicologicamente quando non può viaggiare. Per
questo motivo il wanderlust
è anche chiamato il “mal di casa”, ovvero il vivere una
sofferenza emotiva quando si è costretti a stare a casa con la
consapevolezza che là fuori c’è un mondo intero da scoprire.
Alla
base di questa sindrome ci sarebbe una forte componente biologica,
in quanto della voglia di viaggiare sarebbe responsabile un gene
specifico: il recettore della dopamina D4, sarebbe il responsabile
dell’amore per il viaggio e l’avventura e che questo gene sarebbe
presente solo nel 20% della popolazione mondiale.
Ulteriori
studi al riguardo hanno poi dimostrato che la
maggior parte delle persone affette da questa sindrome sono
geograficamente collocate in aree del mondo in cui storicamente i
viaggi sono sempre stati incoraggiati,
come per esempio l’Africa, da cui già milioni di anni fa migrarono
i primi uomini.
Uno
dei primi indizi è che gli individui “wanderluster” non riescono
a star fermi in un solo luogo per lunghi periodi,
non amano la vita routinaria e vogliono sempre essere in movimento.
Non c’è un motivo ben preciso ma si è felici e soddisfatti solo
se si viaggia, altrimenti le giornate sembrano tutte uguali e noiose.
Inoltre, non ci si riesce a godere appieno il presente perché si ha
sempre in mente quel viaggio straordinario che ci ha fatto sentire
vivi, e al
ritorno da un viaggio, si senta già il bisogno irrefrenabile di
ripartire verso nuove avventure.
Si dice che il viaggio inizia dal sogno e il sogno è la nostra evasione la nostra voglia di cambiamento, il viaggio è emozioni, avventura, nuove conoscenze, da soli o in compagnia, con qualsiasi mezzo di trasporto, ci arricchirà di ricordi, immagini, qualche imprevisto, ma fa parte del gioco.
Il viaggio è libertà, possiamo scegliere le nostre mete, i nostri compagni di avventura, il periodo, la durata. Il viaggio è adrenalina, evasione, ci rigenera quando siamo "down" ci aiuta a far defluire lontano da noi i "carichi pesanti".
Ma soprattutto il viaggio è vita nuova!