lunedì 1 settembre 2025

 


VUELTA 2025.... IN DIRETTA DA CERES

Lunedì 25 agosto il nostro territorio ha ospitato un importante evento sportivo: la terza tappa della Vuelta 2025.La Vuelta a España, spesso indicata semplicemente come La Vuelta (in italiano: Giro di Spagna), è una corsa a tappe ciclistica, terza per antichità fra le tre che compongono i Grandi Giri maschili di ciclismo su strada professionistico. Si disputa in Spagna ogni anno a cavallo tra il mese di agosto e quello di settembre nell'arco di tre settimane, con traguardo dell'ultima tappa posto tradizionalmente a MadridFu disputata per la prima volta nel 1935 e annualmente dal 1955.L'itinerario, diverso di anno in anno, attraversa la Spagna e talvolta le nazioni confinanti durante tre settimane. Come una tipica corsa a tappe, è composta in genere di tappe di pianura, adatte ai velocisti, di tappe a media difficoltà, in cui prevalgono piccoli gruppi di fuggitivi, e di dure tappe di montagna, che insieme alle due, o più, tappe a cronometro decidono la corsa. A volte è possibile che ci sia pure una cronometro a squadreTradizionalmente la tappa finale della Vuelta arriva nella capitale della Spagna, Madrid. L'ultimo arrivo al di fuori della capitale si ebbe nel 2021 a Santiago di Compostela. Nel 1997 iniziò al di fuori della Spagna per la prima volta, da Lisbona, capitale del Portogallo, scelta in onore dell'Expo 98. La settantaduesima è partita dalla francese Nîmes, mentre l'ottantesima, quella attuale è partita per la prima volta in Italia, dal Piemonte.

Lunedì 25 agosto la terza tappa, di 135 km, è partita proprio dal nostro territorio, da San Maurizio Canavese, con destinazione Ceres, un gran premio della montagna a Castelnuovo Nigra e passaggio nel Canavese e nelle Valli di Lanzo.Il ciclismo non è uno sport che amo particolarmente, non vado neppure in bicicletta anche se ho avuto un padre ottimo pedalatore sulle strade e con le biciclette dei suoi tempi. E' stato un grande appassionato fino alla fine, seguendo tutto ciò che di ciclismo parlava. Anche per questo sono andata a Ceres, mio paese natale, con largo anticipo. Ho trovato un posto con ottima visuale, vicino al traguardo, mi sono goduta il prima della gara, un bello spettacolo di colori, soprattutto il rosso, di persone più o meno affaccendate ma tutte molto coinvolte, un paesino solitamente tranquillo e poco movimentato in fermento, affollato in ogni ordine di posti: una bella sensazione e un bel colpo d'occhio!

Tifo da stadio all'arrivo dei ciclisti, sulla piazza della Chiesa e successiva premiazione nel campo sportivo sottostante.

Tornando alla tappa, David Gaudu vince in volata, il bretone brucia Pedersen e agguanta Vingegaard in testa alla classifica generale, ma il danese  - terzo al traguardo - mantiene la Maglia Rossa grazie ai migliori piazzamenti. Ciccone, primo degli italiani, sale al terzo posto in classifica, a 8" dal leader. Alessandro Verre conquista la maglia a pois, quale miglior scalatore.

Il mio papà sarebbe andato in fibrillazione e ne avrebbe parlato per giorni, personalmente sono contenta di esserci stata, condividere emozioni è sempre una bella esperienza.

Da Ceres è tutto!


sabato 23 agosto 2025

@Pensierinapnea...... le nebbie si diradano.....


Dopo avere elaborato e in parte stemperato le sensazioni che provocano la modalità si ricomincia con la ripresa di tutto ciò che abbiamo messo in stand by. Non è così immediato e così rapido, c'è spazio per ripensamenti e fermate intermedie, ma inizia a sgomitare e farsi spazio la voglia di riprendere quanto interrotto e recuperare il tempo perso.

Si ritorna in cucina, a pasti normali, si progetta l'organizzazione di qualcosa di particolare (un brunch? una merenda sinoira prima di fine estate? Una abbuffata di gelati? ) si pensa ad una camminata in montagna, roba leggera, per iniziare, dopo un lungo periodo di inattività e proprio per questo è ora di ricominciare..... ed è solo l'inizio!




 

lunedì 18 agosto 2025

 

@Pensierinapnea


L'apnea, anche al di fuori del suo ambito sportivo o agonistico, insegna anche questo: sapersi adattare, procurarsi risorse proprie e utilizzarle, attivare le proprie capacità di difesa o sopportazione in condizioni difficili.(Umberto Pelizzari)

E' una sensazione fastidiosa, il respiro modificato e il battito cardiaco accelerato, che si paventa quando stiamo per affrontare situazioni che ci sono sgradite, che affrontiamo con timore e ansia. Un riflesso incondizionato, si ripete quando le stesse si presentano. Il nostro cervello si mette in questa modalità, già in fase preventiva, una sorta di protezione.

Lentamente, quando la situazione si stempera, il respiro e il battito tornano regolari, il senso di apnea si allontana. La nostra mente inizia ad elaborare pensieri più razionali, inizia la fase dell'accettazione e del superamento di ciò che ha provocato la nostra reazione, incontrollata e incondizionata.


La nostra mente ha un suo meccanismo per farci affrontare al meglio le situazioni che si presentano di volta in volta.


giovedì 14 agosto 2025

FERRAGOSTO 2025....pensieri e parole

Ferragosto, in dialetto piemontese Meisost, è la festa culminante dell'Estate, cene sul mare, fuochi d'artificio, musica. I miei primi ricordi sono la festa patronale del mio paese, iniziava il 14 e finiva il 16, tutto in semplicità ma assoluta allegria, un perfetto legame fra la festa religiosa e quella “profana” . Ad un certo punto mi sono allontanata da quella realtà; Ferragosto era il mare, uno scenario diverso, aveva un suo fascino assoluto, il mare lo adoro, in tutti i suoi aspetti.

Questi ultimi anni sono stati anomali per una serie di motivi, l'ultimo Ferragosto degno di questo nome è stato il 2019, gli anni successivi sono stati segnati da una serie di circostanze, gli ultimi trascorsi in solitudine, tralascio i particolari. Questo andrà meglio, in salute e in buona compagnia, come dovrebbero essere i giorni di festa. 

I ricordi e i pensieri vanno ovviamente al passato, alle cose che non ci appartengono più. 

Senza nulla togliere a tutto questo, è il presente che deve essere il motivo conduttore dei nostri giorni. . Altra cosa sono le persone con le quali percorriamo i sentieri del nostro tempo, con le quali è fondamentale essere in sintonia e comunione di intenti, che sono al nostro fianco quando barcolliamo e a nostra volta dobbiamo sostenere quando necessario, porte aperte quando cerchiamo un rifugio, fiamma accesa quando il buio è troppo fitto.

Ferragosto sia, caldo, chiassoso se ne abbiamo voglia, colorato (con i colori dello Spritz per cominciare), l'estate finisce in fretta......


mercoledì 4 giugno 2025

Qualcosa di insolito

 Puntuale come una cartella esattoriale in questi giorni è fiorita la pianta più "particolare" fra tutte quelle che posseggo e che conosco. Ha caratteristiche inconfondibili, un colore di per sè piacevole (bordeaux) portamento fogliare eretto ed elegante, il fiore, una grande spata, quando è aperto è eretto, è alto sui 50-60 cm.  Ciò che lo rende particolare unico ed inconfondibile è l' "odore" della sua infiorescenza, riconoscibile a diversi metri di distanza, lo si sente quando è ancora chiuso in mezzo alle foglie da alcuni metri distanza.  

Dracunculus vulgaris

La dragontea o erba serpentaria (Dracunculus vulgaris) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Aracee
Sono diffusi molti nomi comuni per questa pianta, sempre della stessa matrice di "dragontea" ("dracuncolo", "dragonea", "dragonzio", "draguna", "dragunaea"), così come altre variazioni sul tema "erba serpentaria", come "erba biscia", "erba serpona", "lingua di serpe", "serpentaria" e via dicendo.

È una robusta pianta, che può crescere fino ad 1,5 metri. Germoglia da un bulbo sotterraneo, ; tra aprile e maggio genera un'infiorescenza pesante e di grandi dimensioni: essa è composto da una spata, di colore violaceo all'interno, e verde all'esterno, che può raggiungere l'ampiezza di 50 cm, contenente i fiori veri e propri, sia quelli maschili, sia quelli femminili
La pianta, specie nelle parti fresche, è tossica per l'uomo.

Si tratta di una specie ampiamente diffusa, nativa nei Balcani, in Turchia sudoccidentale e in varie isole del Mar Egeo, inclusa Creta; è stata inoltre introdotta in FranciaItaliaisole britannicheAlgeria nordorientale, Nuova Zelanda e Stati Uniti d'America, dove è adattata. In Italia, nello specifico, è presente in quasi tutte le regioni, in alcuni casi come avventizia, ma è più comune in quelle mediterranee.

Nonostante sia stata inserita fra le specie vulnerabili in alcune regioni (come in Toscana), globalmente la situazione di questa specie non desta particolari preoccupazioni riguardo alla sua conservazione; l'unico pericolo immediato è la raccolta di esemplari selvatici a scopi commerciali, ma il mercato di questa pianta è ancora piuttosto ridotto

Popolarmente, in Turchia, i frutti di questa pianta erano utilizzati per la cura dei reumatismi, e i semi per quella delle emorroidi

Va detto che non ne conosco la provenienza, nel mio giardino non l'ho piantata, ma può succedere, i semi possono arrivare in molti modi, portati dal vento, dagli uccelli, dalla sorte. Ogni anno mi dico che la devo eliminare, poi fiorisce, un fetore insopportabile ma ha il suo fascino, insolito ma innegabile. 
L'ha notata anche il mio nipotino, attento osservatore, il suo commento è stato "ma puzza veramente"!





sabato 22 marzo 2025

 


La sindrome di Wanderlust

Il termine wanderlust è di origini tedesche e deriva dall’unione di due parole: “wandern” e “lust”, ovvero “camminata” e “desiderio” e significa letteralmente “desiderio di vagabondare”. Tuttavia, non si tratta di un semplice desiderio, bensì identifica l’impulso a viaggiare e a non stare mai fermi in un solo posto. Per alcuni è una fissazione, un’ossessione o magari anche la valvola di sfogo per alleviare insoddisfazioni personali. I wanderluster si riconoscono al volo e ci sono dei segnali inequivocabili per comprendere se si è affetti da questa sindrome.
Non si tratta di una malattia,  tuttavia nei casi più estremi, porta ad un forte senso di frustrazione e malessere, nel momento in cui si è impossibilitati a viaggiare. Chi ne soffre sta male fisicamente e psicologicamente quando non può viaggiare. Per questo motivo il wanderlust è anche chiamato il “mal di casa”, ovvero il vivere una  sofferenza emotiva quando si è costretti a stare a casa con la consapevolezza che là fuori c’è un mondo intero da scoprire.

Alla base di questa sindrome ci sarebbe una forte componente biologica, in quanto della voglia di viaggiare sarebbe responsabile un gene specifico: il recettore della dopamina D4,  sarebbe il responsabile dell’amore per il viaggio e l’avventura e che questo gene sarebbe presente solo nel 20% della popolazione mondiale.

Ulteriori studi al riguardo hanno poi dimostrato che la maggior parte delle persone affette da questa sindrome sono geograficamente collocate in aree del mondo in cui storicamente i viaggi sono sempre stati incoraggiati, come per esempio l’Africa, da cui già milioni di anni fa migrarono i primi uomini.

Uno dei primi indizi è che gli individui “wanderluster” non riescono a star fermi in un solo luogo per lunghi periodi, non amano la vita routinaria e vogliono sempre essere in movimento. Non c’è un motivo ben preciso ma si è felici e soddisfatti solo se si viaggia, altrimenti le giornate sembrano tutte uguali e noiose. Inoltre, non ci si riesce a godere appieno il presente perché si ha sempre in mente quel viaggio straordinario che ci ha fatto sentire vivi, e al ritorno da un viaggio, si senta già il bisogno irrefrenabile di ripartire verso nuove avventure.

Si dice che il viaggio inizia dal sogno e il sogno è la nostra evasione la nostra voglia di cambiamento, il viaggio è emozioni, avventura, nuove conoscenze, da soli o in compagnia, con qualsiasi mezzo di trasporto, ci arricchirà di ricordi, immagini, qualche imprevisto, ma fa parte del gioco.     
Il viaggio è libertà, possiamo scegliere le nostre mete, i nostri compagni di avventura, il periodo, la durata. Il viaggio è adrenalina, evasione, ci rigenera quando siamo "down"  ci aiuta a far defluire lontano da noi i "carichi pesanti". 

Ma soprattutto il viaggio è vita nuova!



 





venerdì 14 marzo 2025



 Bentornata Primavera, portatrice di emozioni, poesia, stupore!

E' Primavera, ormai ci siamo, per quella calendariale mancano pochi giorni, quella meteorologica è arrivata! E' un  inseguirsi di colori, mutazioni continue, una rinascita e un rinnovamento che salgono dalla terra, la mia stagione preferita, tutto ciò che l'inverno aveva sepolto sta germogliando, giorno dopo giorno, sotto il tiepido sole di questa stagione. Si inizia con il togliere i segni dell'inverno, ripulendo, operazione molto importante in quanto nelle foglie di riporto si possono annidare batteri, funghi e altro, tutto molto dannoso per le piante indebolite dal freddo, potando, togliendo tutto il superfluo, per stimolare nuovi germogli, fornendo supporti a situazioni di difficoltà, facendo spostamenti logistici. Un giardino necessita di continua attenzione, le piante, piccole o grandi, stagionali o perenni, sono esseri viventi, in quanto tali hanno esigenze, di ombra e di luce, necessitano di acqua e concimi, non è vero, come qualcuno sostiene, che basta metterle in terra e ci pensano da sole, niente di più sbagliato, saranno autonome per un pò ma poi inizieranno a dimostrare delle difficoltà, se non si interviene potremmo avere spiacevoli sorpresa. La primavera è rivelatrice dello stato delle nostre piante,  durante le cure del periodo possiamo intervenire e prevenire, ciò che sarà in nostro giardino o il nostro terrazzo nei mesi successivi sarà il risultato di quanto fatto in questo periodo. 









 






martedì 2 luglio 2024

UP & DOWN


Quando si è toccato il fondo la cosa difficile è risalire, la cosa fondamentale è trovare la forza di farlo, la cosa più ovvia è pensare che questo avvenga con il tempo..... Possiamo rimanerci per tempo immemore, senza forze, in attesa di tempi migliori.  saremo costretti a rialzarci da soli, a sperare che ogni domani sia migliore del precedente. 


Il silenzio assordante è l'ossimoro che meglio identifica certi stati d'animo, può durare alcune ore ma anche intere giornate con il  telefono spento, le persiane chiuse, il campanello senza risposte. Non c'è nulla di razionale e ragionato in tutto questo, è come una massa di acqua gelata che ci travolge, non si sa quanto tempo impiegherà per ritornare nel suo alveo e permetterci di ritornare ad uno stato di quasi normalità. 


Lentamente si ritorna a recuperare una parte del tempo che abbiamo perduto, che nel frattempo ha prodotto qualche problema gestionale e organizzativo, questo ci dà una efficace scrollatina, ci riporta nel reale, ci impone di "fare",  una delle parole magiche che contribuisce a farci uscire dal limbo e rientrare fra i "vivi". 


Lentamente riprendiamo gesti e abitudini ripetuti per anni, riscopriamo le nostre antiche passioni e le cose che ci facevano star bene, il piacere della nostra casa e dei ricordi che contiene, con cautela riprendiamo progetti lasciati a metà anni prima, riallacciamo amicizie e frequentazioni. Nel frattempo qualcuno ha fatto perdere le sue tracce, inevitabile, altri sono riapparsi sapendo che ci avrebbero trovato spazi vuoti dove la loro presenza sarebbe stata preziosa, non li ringrazierò mai abbastanza!


Lentamente le giornate assumono aspetti diversi, le attività sono più costanti. Subentra  una parvenza di nuova normalità a volte squarciato dal peso di ricordi, sia spiacevoli che gradevoli.  Entrambi fanno male, ma sono passaggi obbligati, dei guadi da traversare, un percorso obbligato, al di là del guado ci sono zone d'ombra e percorsi accidentati, incertezze e ombre del passato, ma a questo punto la consapevolezza che noi abbiamo un grande dono, la nostra vita, abbiamo il dovere di custodirla nel miglior modo possibile e consapevole, anche se la consapevolezza è che nulla sarà come prima, ci sono cicatrici che rimangono per sempre.
















martedì 27 febbraio 2024

 


Un albero dai mille significati: l'olivo




campo di olivi in Toscana
 
L'olivo o ulivo (olea europaea)  appartiene alla famiglia  delle Oleaceae e al genere Olea.

E'  un albero da frutto si presume originario dell'Asia Minore
E'  utilizzato fin dall'antichità per l'alimentazione. Le olive, i suoi frutti, sono impiegati per l'estrazione dell'olio di oliva  e, in misura minore, per l'impiego diretto nell'alimentazione. A causa del sapore amaro dovuto al contenuto in polifenoli  appena raccolte, l'uso delle olive come frutti nell'alimentazione richiede però trattamenti specifici finalizzati alla deamaricazione (riduzione dei principi amari), realizzata con metodi vari. L'olivo svolge preziose funzioni ambientali mitigando i cambiamenti climatici. 
L'olivo è un albero sempreverde e un latifoglie, la cui attività vegetativa è pressoché continua, con attenuazione nel periodo invernale. Ha crescita lenta ed è molto longevo: in condizioni climatiche favorevoli può diventare millenario e arrivare ad altezze di 15-20 metri. La pianta comincia a fruttificare dopo 3-4 anni dall'impianto, inizia la piena produttività dopo 9-10 anni e la senescenza è raggiunta dopo i 40-50 anni. 
E' una pianta dai profondi significati Biblici e  Religiosi, è una pianta sacra, e sacro è il succo dei suoi frutti, l'olio.
Nell'Orto degli Ulivi Cristo passò le ultime ore prima della Passione. Nella festa cristiana delle Palme, celebrata una settimana prima della Pasqua, l'ulivo rappresenta Cristo stesso che con il suo sacrificio diventa strumento di riconciliazione e di pace per l'umanità
Regalare un olivo ha un significato molto profondo, perché è da sempre un simbolo di pace, ricchezza e prosperità. 
Anche conosciuto come “albero della vita” data la sua capacità a vivere per secoli, l'olivo viene donato per augurare un futuro ricco di pace, gioia e serenità. 
Cresce spontaneo nelle zone marittime e viene largamente coltivato nella zona mediterranea. In Italia gli olivi vengono coltivati sporadicamente anche al Nord e in modo più abbondante nel Centro-Sud. Il termine sporadicamente oggi è parzialmente modificabile, i cambiamenti climatici sono in parte responsabili, in questo caso in modo positivo, alla loro coltivazione anche nelle nostre zone, in pianura crescono senza problemi, danno una discreta produzione di frutti, ma anche ad altezze maggiori, fino ai 700-800 delle aree pedemontane alpine in posizione riparata con adeguata pacciamatura e protezione invernale crescono rigogliosi. L'ho piantumato nel mio giardino a 700 mt di altezza quando è nato il mio nipotino, il mio albero preferito per il piccolo grande amore che ha riempito e dato un senso alla mia vita in questi ultimi anni. Al momento entrambi crescono nel migliore dei modi. 
Potrei dilungarmi molto a scrivere di questa pianta, da sempre rappresentata nel mio immaginario nei territori che amo di più, quelli mediterranei, vicini al mare, sulle colline, il tronco scultoreo, monumentale, impossibile trovarne uno uguale all'altro, le radici, alcune avventizie, cioè che non si sviluppano dall'apice radicale dell'embrione ma da altri parti della piante, fuori dal terreno, forma intrecci nei quali a volte crescono cespugli e arbusti.  
Un campo di olivi è un luogo magico popolato da creature con forme surreali, con parti cave e misteriose......
L'olivo più vecchio del mondo si trova nel villaggio di Vouves, sull'isola di Creta. La sua età si aggira tra i 2000 e i 4000 anni.
Molto si potrebbe dire sui suoi frutti, le olive, e sul suo prodotto privilegiato, l'olio........ più avanti......

martedì 20 febbraio 2024

 LA CUCINA IN TOSCANA

I PARTE







La Toscana è un meraviglioso territorio ma non solo, è anche una magnifica cucina che affonda le sue radici addirittura presso gli Etruschi, un popolo di cui si hanno tracce a partire dall'8^ secolo a.C. nella Toscana centro-meridionale  e nell'alto Lazio.

Nel Medioevo abbiamo molte testimonianze di cibi che sono arrivati ai giorni nostri, come espressione della cucina popolare, basata principalmente sul pane, anche se carne bianca selvaggina e maiale sono importanti. Inizia in questo periodo  l'attività vinicola in zone come Montalcino e Montepulciano e la Vernaccia. E' la prima regione dove si diffuse l'uso della forchetta. L'ascesa della famiglia dei Medici diede gloria alla cucina, grandi banchetti con piatti sempre più ricchi. La Grande Caterina de' Medici portò in Francia la cucina Toscana quando andò in sposa ad Enrico II . E' toscano Pellegrino Artusi, il suo "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" più conosciuto come l'Artusi scritto nel 1891 rimane ad oggi uno dei capisaldi  della cucina italiana scritto in falsetto toscano che funzionò   anche come "abbecedario" della lingua italiana a molti allora sconosciuta. 

Non è una cucina con molti piatti ma con sapori forti e ben definiti, molte carni, la mitica razza chianina allevata nelle zone di Arezzo e Siena, un tempo utilizzata come forza motrice e ora utilizzata  esclusivamente per la produzione di carne. Il fiore all'occhiello è la bistecca di chianina, comunemente chiamata fiorentina e così e conosciuta in tutto il mondo, deve essere di spessore di almeno 3 cm. cucinata sulla griglia della brace a legna, unica e inimitabile. 

Ottimi primi di pasta fresca, tortelli di patate del Mugello, tortelloni alla maremmana, tortelli lucchesi. Gli gnudi, un ottimo piatto, semplice e saporito, "gnocchi fatti con il ripieno dei tortelli, spinaci, erbette, ricotta, pecorino grattugiato, uova, spezie e farina, vanno infarinati e lessati , scolati e conditi con ragù o burro e salvia (ottimi)". E ancora le pappardelle, da gustare con ragù di cacciagione, infine i pici, spaghettoni irregolari. Fra i secondi oltre la succitata fiorentina la trippa, l'arista di maiale,  il cinghiale in umido, il lampredotto. Il pesce merita una discorso a parte come i dolci e i piatti della tradizione

In conclusione  ecco la ricetta di un piatto uscito dai confini regionali, il crostino toscano o crostino di fegatini di pollo  pescata dall'Artusi. "Mettete i fegatini di pollo lavati e  sminuzzati  insieme con un battutino composto di uno scalogno un pezzetto di grasso di prosciutto, sedano carota un poco di olio e di burro, sale e pepe.  A mezza  cottura levate  i fegatini e con due o tre pezzi di funghi secchi ammollati tritateli fini colla lunetta. Rimettili al fuoco nell'intinto della mezza cottura e con un pò di brodo finite di cuocerli. Devono risultare teneri e con il composto abbastanza liquido per poterle spalmare sul pane spalmato con un pò di burro oppure intingere velocemente le fette di pane nel brodo".

Molto ci sarebbe ancora da dire, sui dolci in particolare. Per ritornare a Caterina de' Medici molte sono le innovazioni e i nuovi piatti che introdusse alla corte Francese, uno per tutti, lo zuccotto, un dolce tipico di Firenze che sarà molto apprezzato oltralpe. 





 





lunedì 12 febbraio 2024

 

MAGICA TOSCANA..... un uliveto paradisiaco e un finale rocambolesco

Una rapida occhiata all'anno precedente mi suggerisce di ricordare le cose piacevoli e cercare di dimenticare le altre, seppure meno pesanti dei precedenti. Buona regola per proseguire senza troppo affanno, trarne benefici ed energie, voglia di fare progetti e poi, cosa non scontata, realizzarli.

Era iniziato sotto discreti auspici, un piacevole capodanno in casa di due amici veri, quelli che si contano sulle dita di una mano e poco più, in una casa dove sentirsi a casa, intorno ad una tavola imbandita con le cose più importanti, in primis cibo per l'anima e quell'accoglienza che scalda il cuore. Nei buoni propositi c'era l'occuparsi della salute fisica oltre a quella mentale, entrambe in condizioni precarie anche se desiderose di avviare una ripresa in contemporanea. Qui inizia un periodo difficile, ogni progetto viene momentaneamente rimandato in attesa di risolvere il principale, passano alcuni mesi e passa anche la paura, rimangono le incertezze e i mille dubbi che ne seguono, le scadenze da rispettare ma subentra una grande voglia di cambiare modalità, una svolta drastica e una sorta di sfida. 

Qualcosa di bello è successo, a cominciare dal soggiorno in Toscana, mia terra di adozione, dove sono tornata ospite di Marisa, altro dito di mano, che mi ha ospitata, rifocillata, ascoltata, consolata, fatta divertire, "portata agggggiro" come dicono loro.  Della Toscana non conosco molto, ma mi riprometto di farlo, è un terra stupenda: mare, colline, città e paesi fiabeschi, cucina strepitosa, abitanti calorosi. Il posto dove andiamo adesso è il parco dell'Uccellina, una zona leggermente montuosa a sud in provincia di Grosseto. Siamo nell'Ente Parco Regionale della Maremma, un vasto territorio che offre paesaggi eterogenei, gestito e monitorato da Guardie Forestali e guide ambientali. I percorsi iniziano dalla Sede dell'Ente Parco di Marina di Alberese e partendo dalle spiagge, immense, arrivano sino al punto più altro, Poggio Leccio 417 metri s.l.m. per poi degradare ed arrivare a nuove spiaggie e cale, molte torri di avvistamento ed i ruderi di una abbazia, San Rabano da cui si gode una vista spettacolare. 

Un luogo mi ha fulminata, un uliveto cui si arriva dopo un sentiero che scende dalla Torre di Colle Lungo in mezzo alla macchia che improvvisamente si apre, alla vista appare un grande pianoro di erba verdissima, alle spalle il mare con visibilità su alcune isole, il piano è chiuso dal monte che porta a San Rabano.  Questo uliveto, vecchio di 400 anni, uno dei più belli e a antichi della Toscana,   mi richiama l'idea del Paradiso terrestre, uno dei luoghi più belli che mi sia capitato di vedere e che spero di rivedere, le foto non rendono la bellezza del luogo. 

Inizia la discesa  per il ritorno, un paesaggio molto vario, sempre con vista strepitosa sul mare, e sempre le isole dell'Arcipelago  in lontananza. Raggiunto il piano andiamo verso l'uscita e qui inizia la parte tragicomica dalla giornata: il nostro sentiero va dritto verso una mandria di mucche maremmane che placidamente si godevano il sole del tramonto. Io le avevo sempre viste in fotografia, sui quadri dei macchiaioli,mai dal verso, sono enormi ma soprattutto hanno corna enormi, le femmine a forma di lira, altre sino ad un metro, per farsi strada   nella macchia e difendersi dai predatori. Come ci avrebbero classificate? Mi assalì puro terrore, Marisa si offri di farmi scudo con la sua persona, pesa 45 kg con il cappotto, la ringraziai ma rifiutai per la mia e la sua incolumità. Non ci sono foto a immortalare la scena! Dopo alcuni secondi, eterni, presi la mia decisione, sarei tornata indietro, consapevole di allungare molto il percorso, dalla parte opposta, in quel punto l'uscita era a meno di un km. ne avevamo fatti 15..... la stanchezza cominciava a farsi sentire, adrenalina a livelli altissimi, il sole stava tramontando sul mare, si poteva intravedere tra i rami della vegetazione. Gambe in spalla, senza sentire la fatica e senza l'esatta percezione di dove stavamo andando e quale distanza avremmo dovuto ancora coprire. Avevamo un numero per ogni emergenza all'interno del parco ma.... niente campo! Ad un certo punto in una radura riusciamo a fare una veloce telefonata e spiegare in modo sommario la nostra posizione.... dopo un pò il rumore di un'auto ci fa fare salti di gioia con le ultime forze rimaste. La faccia dei due forestali non la dimenticherò mai. dovevano trattenere la loro ilarità e noi dovevamo spiegare ciò che era successo. I




l mea culpa mi sembrò doveroso. ci dissero che le maremmane sono pacifici animali che si avvicinano all'uomo perchè lo riconoscono come capo mandria, sono praticamente una delle molte attrazioni del posto. Nel frattempo ci stavano portando all'uscita e ci rendemmo conto che senza il loro arrivo sarebbe scesa la notte e a una certa ora i cancelli sarebbero stati chiusi. I chilometri fatti sarebbero stati altri 6, in tutto 21, dalla mattina sotto il sole, con parecchi saliscendi. Voglio bene a Marisa, siamo amiche da 45 anni, una persona splendida che non si .è innervosita, cosa che io avrei fatto, non mi ha fatto pesare la mia scelta, la mia stima nei suoi confronti, se ancora ce n'era bisogno, ha avuto un picco considerevole; i forestali, dopo averci scese vicino al parcheggio, sono tornati a casa, già oltre orario, credo abbiano iniziato a ridere subito dopo averci lasciate e saranno andati avanti per un pò. Sono figlia di contadini,  questo accresce l'assurdità del mio gesto! La paura è paura, difficile vincerla, mi sono sentita un pò meglio quando Marisa mi ha assicurato che mi avrebbe ancora portata agggggiro.


 

giovedì 8 febbraio 2024

Riparto da qui!!!!!!!

 

Dopo la fine c'è un nuovo inizio, si dice. Non si conosce la dinamica di come e quando ciò potrebbe accadere, non siamo in grado di gestire nè tempi nè metodi, possiamo sforzarci di  uscire dal buio e lasciare spazio al nuovo ,  si intravedono lame di cielo, la salita si fa meno accidentata, si intravede la meta..... meno vicina di quanto possa sembrare, ma non irraggiungibile.

La metafora della salita è una costante dei momenti difficili, nella salita c'è fatica, sfida con se stessi, voglia di arrivare ad una meta, una conclusione. una prova di coraggio.

Riparto da qui, in una altalena di sensazioni e sentimenti contrastanti, ma con una voglia nuova.....







  

giovedì 12 gennaio 2023


24 giugno 2021 giovedì, data dell'ultimo post..... molti mesi e un'infinità di giorni sono passati, spesso ho iniziato a scrivere, altrettante volte ho preferito cancellare, non so spiegare.... o meglio non so dare una spiegazione logica. Adesso mi dico che è giunto il momento di proseguire sul cammino tracciato e poi interrotto, girare pagina, cambiare obiettivi.

Sono cambiati molti presupposti, sono cambiate le prospettive, ma non le motivazioni e i progetti, anche se lo scenario è mutato, sarà importante mantenere saldi i propositi che giorno dopo giorno ho manifestato a me stessa quando non si poteva fare di più-

E' l'inizio di un nuovo Anno, un momento carico di aspettative, il desiderio di dare un senso al proprio tempo, mettere ordine e prendere atto dei cambiamenti che hanno portato questa consapevolezza. La strada è ancora in salita e spesso tortuosa, ci sono giorni più "leggeri" altri in cui il peso dei ricordi e del passato recente è insopportabile.  

Dopo una mattinata grigio/nebbia la giornata si tramuta in modo gradevole, il tempo tipico di questo periodo, mi  soffermo ad osservare quà e là in giardino, ed ecco l'anteprima della primavera: il profumo dei fiori del calicantus,  le gemme delle ortensie, delle rose, degli aceri, delle camelie. La natura non si ferma, mai, le bacche infuocate della nandina, le iris che lasciano intravedere i primi germogli, gli ultimi fiori della camelia sasanqua e le prime foglie delle calle.  E' l'inizio di una nuova primavera,  una rinascita, un tempo nuovo, che in quanto tale ci appartiene, la connessione con la natura è il migliore toccasana per ristabilire un equilibrio in parte perduto, la nostra Madre Terra ci dispenserà la sua energia, quella di cui abbiamo bisogno. 
La rinascita passa attraverso piccole attenzioni e gesti…fare spazio a ciò che arriva!

Coltivare  la resilienza: la rinascita ci porta a pensare alla possibilità di qualcosa di nuovo, ci porta ad accettare nuove sfide per poter crescere. Diventa quindi fondamentale una buona capacità di reagire alle complicazioni, affrontandole senza farci troppo male e reagendo nel migliore dei modi possibili per noi.


E ricorda…”Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno” 

P.Neruda

















giovedì 24 giugno 2021

PASSIONE HOSTA

 Pillole di verde

La mia passione per le hosta è nota a tutti coloro che mi conoscono, Non mi si chieda quando è nata e perchè. Da bambina nel giardino/orto  della mia nonna Vincenza ce n'era un unico esemplare, foglia verde banalotta, fiore bianco, altrettanto. Non ha mai catturato la mia attenzione ma è rimasto il ricordo.
Per un pò le ho ignorate poi è scoccata la scintilla con la complicità della conoscenza di alcuni vivaisti di pregio, primo fra tutti ovviamente Renato Ronco, nel suo vivaio c'è un angolo dedicato a loro, Renato le compra durante i suoi viaggi, le scambia con i suoi colleghi.  A volte.... va beh non è bello dirlo ma chi non lo ha mai fatto, soltanto quando ce ne sono a grandi quantità ovviamente, ci scappa un piccolo
"prelievo", con attenzione e cura, senza procurare sofferenza. La passione è aumentata durante le visite ai giardini francesi e inglesi, le più belle in quelli scozzesi, visto il clima umido e fresco. Là si trovano ovunque, nei bordi misti, nel sottobosco, alla base di un albero. 
Questa è una delle mie preferite, fiorita adesso, piccole foglie blu a forme di cuore, fiore stupendo a petali doppi, la foglia è abbastanza carnosa quindi meno accessibile alle limacce, grandi nemici delle hosta, possono far scomparire la pianta. 


Questo e' il periodo del loro  massimo splendore, penso che si potrebbe creare un bel giardino solo con esemplari di Hosta.
Ne posseggo una piccola collezione, destinata a crescere temo, perchè, se secondo qualcuno sono tutte uguali, in realtà ne sono classificate 40 specie da cui sono derivate più di 6000 varietà e cultivar.

Sarà dura averle tutte!!!


mercoledì 23 giugno 2021

Giallo come il sole profumato come il mare

 Ci sono profumi e colori ai quali mi è difficile resistere,  è successo pochi giorni fa, al mercato, dove su un banco troneggiava una piramide di "ovali di Sorrento". E' una simpatica definizione per uno dei nostri prodotti migliori, i limoni della costiera amalfitana (nessuna garanzia che la loro provenienza fosse quella, ci basta il loro profumo): di forma ovale, con buccia spessa e irregolare, ricchi di vitamina C e oli essenziali. Perfetti per il lemoncello, stavolta li ho utilizzati per la marmellata, mai fatta prima, risultato ottimo. 
Una precisazione è doverosa, la marmellata è quella dove si utilizzano gli agrumi (limone, arancia, mandarino, cedro, pompelmo, bergamotto, kumquat, lime), con tutti gli altri frutti e verdura è confettura.
Prendiamo come base 1 kg di limoni
La preparazione è un pò lunga per l'esigenza di togliere il più possibile il sapore acidulo,  si ottiene, dopo un lavaggio accurato con uno spazzolino dei frutti interi, tagliandoli poi a fette sottili, tolti i semi, lasciandoli in immersione in acqua fredda ricoperti di pellicola. L'acqua verrà cambiata ad intervalli regolari, per le successive 24 ore (come fatto anche per le scorze candite delle arance).



Scolare il tutto, trasferire in una pentola capiente, ricoprire di acqua fredda, far arrivare a bollore, scolare nuovamente, tenere da parte 350 ml di acqua di cottura, rimettere nella pentola, aggiungere l'acqua messa da parte. 
Aggiungere 600/700 gr. di zucchero, cuocere a fuoco medio/basso per circa un'ora, mescolando di tanto in tanto, ho messo la retina rompifiamma per evitare antipatiche  bruciature.



Nel frattempo prepariamo i barattoli, li passo per 2 minuti nel microonde con un pò di acqua sul fondo, si butta l'acqua, si fanno asciugare e sono pronti. 
Per sapere se la marmellata è pronta si fa la prova con un pò di composto sul piattino inclinato, sarà pronta se rimane ferma.
Travasare nei barattoli fino ad un centimetro dal bordo,  lasciarli raffreddare capovolti, questo per permettere la formazione del sottovuoto,
La marmellata è pronta, buonissima, senza sprechi, da mangiare con fette di pane o nella preparazione di dolci.




martedì 8 giugno 2021

Una pillola di ricordi

Un giorno di marca, San Medardo 

L'8 giugno il calendario ricorda il Vescovo San Medardo di Noyon (Francia)
Vescovo e patrono di Arcevia, Vermandols (Francia), 470 ca.-Saint-Quentin (Francia), 560 ca. Medardo appartiene alla prima generazione francese, che deriva dalla fusione tra i Galli e i Franchi. Il padre Nectar è un nobile franco che, al seguito di Childerico 1, conquista la Gallia; la madre Protagia appartiene a una famiglia gallo-romana (quindi al popolo conquistato).
Un proverbio meteo recita: se piove nel giorno di San Medardo (8 giugno) pioverà ancora per altri quaranta giorni. Ma è proprio vero? La tradizione contadina del passato non disponendo di servizi meteo si fondava sull'osservazione del cielo e di alcuni "giorni di marca". San Medardo è uno di questi. Il periodo è quello della raccolta del foraggio,  quindi importantissimo, e il meteo era fondamentale per un buono o cattivo raccolto. Le mie esperienze di vita contadina della mia infanzia mi riportano il ricordo di questi giorni, spesso purtroppo la regola veniva rispettata e la qualità del foraggio ne traeva discapito, la fatica raddoppiata. 
Medardo era il nome del mio nonno paterno che ne andava fiero, il suo onomastico era festa doppia, in particolare quando il tempo non rispettava la tradizione. 
Auguri Nonno Medardo, l'8 giugno ancora oggi per me è un giorno da ricordare!!!











sabato 22 maggio 2021


Una pillola di gusto

Un dolce per tutte le occasioni: IL TIRAMI SU ....


Il nome è evocativo, dovrebbe avere lo scopo di farci stare meglio, 
L'ho fatto oggi per una serie di motivi, ero effettivamente un pò giù, periodo questo, non particolarmente felice, ma non è il caso di proseguire, meglio parlare del tirami su,  io lo preferisco con i savoiardi, ma si può fare con i pavesini e con il pan di spagna. Da qui già si capisce che il tirami su è estremamente versatile, come ingredienti e come preparazione. Il nome è dovuto al suo altissimo valore energetico, dovuto ai suoi ingredienti, pochi ma altamente sostanziosi.
E' il dolce italiano più famoso del mondo,  sicuramente il più amato. Molte regioni si contendono la paternità, la Toscana, con Siena e la Zuppa del Duca, l'Emilia Romagna con il Dolce Torino, citato  da Pellegrino Artusi, il Piemonte, dove un pasticcere di Torino  lo preparava per Camillo Benso Conte di Cavour. La contesa, ad oggi irrisolta,  si è ristretta alla fine fra Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Il 21 marzo è il "Tiramisu Day", giornata istituita nel 2017 dai food blogger Clara e Gigi Padovani.
Per entrare nel vivo dell'argomento posso dire che il tiramisu è uno dei dolci che mi riescono meglio, lo faccio in modi diversi, a volte per scelta a volte costretta da ciò che offre il frigorifero.
L'ingrediente  fondamentale sono le uova, la loro freschezza fa la differenza, quello di oggi conteneva uova freschissime, zucchero, panna, ricotta, albumi montati a neve. Ottimo anche con il mascarpone, e la Philadelphia, una volta ho azzardato con gorgonzola dolce e panna, con aggiunta di gherigli di noce.
La base l'ho fatta con savoiardi imbevuti con caffè leggero zuccherato con aggiunta di rhum, il liquore può variare, va bene anche un  amaretto o un liquore al caffè (es. bicerin).
Aggiungo gocce di cioccolato amaro, nocciolini, pezzi piccolissimi di arance candite (ricetta già pubblicata sul blog) alla crema da alternare agli strati di savoiardi. Per finire il cacao amaro, e, per esagerare, scaglie sottili di cioccolato amaro..... 
I fiori della decorazione sono eduli..... se vi va!!!!!

Dedicato alla mia mamma, Fina, che due anni fa ritornava alla casa del Padre. Era uno dei suoi dolci preferiti. 

 

 







giovedì 20 maggio 2021

 Pillole Verdi

Sua maestà l'Iris

E' una passione recente quella che mi ha portato alla scoperta di un fiore maestoso protagonista di questo periodo, l'iris.
La parola "IRIS" proviene dal greco e significa "arcobaleno". 
Nome latino: Iris Barbata o Iris Germanica
Famiglia Iridaceae
Il genere Iris è originario dell'Asia, è molto vasto e viene suddiviso in 2 grandi gruppi, le specie rizomatose e quelle bulbose
Iris germanica Pink Attraction


Coltivazione: 
Per quanto riguarda la coltivazione basta seguire poche regole perchè gli iris sono robustissimi:
Prediligono posizione soleggiata, Si adattano a qualsiasi tipo di terreno, il tipo ideale è comunque sciolto, asciutto, senza ristagni idrici e con ph leggermente alcalino.in caso di terreno pesante alleggerire con un pò di ghiaietto.
E’ una pianta rustica, resiste bene alle alte e basse temperature. E’ adatta per essere utilizzata nelle scarpate.

E’ una pianta molto resistente alla siccità: è sufficiente una buona innaffiatura dopo la piantumazione e poi regolarmente a cicli di 10-15 giorni durante la stagione calda.

Le aiuole destinate alle Iris si concimano con un fertilizzante a lenta cessione o meglio ancora con  stallatico, al momento dell'impianto, mescolando il prodotto al terreno.

I rizomi si piantano superficialmente, l’epoca migliore per la piantumazione delle Iris va da giugno a settembre, attraverso la divisione dei rizomi, quando gli iris sono troppo fitti cominciano a fiorire meno. Distanza di piantumazione 35/40 m.

Si concimano con prodotti con poco azoto e fosforo e potassio più altri, la cenere del camino va benissimo in quanto è solo potassio soprattutto se sono i vaso e per quanto riguarda i rifiorenti che vanno innaffiati con una certa costanza.
Se il gelo fa uscire il rizoma dal terreno non bisogna pressarlo perché si spezzano le radici, si aggiunge terriccio leggero intorno alle piante.
E' sufficiente iniziare con un piccolo rizoma, il primo anno non fiorirà ma dal secondo si allargherà e si vedranno i primi fiori;  cresce bene sia in vaso  che nel terrapieno, dove in breve tempo si allargherà formando una aiuola compatta ed elegante. Adatto come copri suolo per rose rampicanti o nelle vicinanze delle eleganti calle. 
Iris Germanica Double Day D. Shot,  Pink Attraction

 Proprietà terapeutiche: 
Proprietà farmaceutiche: Aromatizzanti, rinfrescanti, espettoranti, antisettiche.
Dal rizoma di questa pianta si ottiene un estratto dal delicato profumo di violetta, che porta in sé la straordinaria capacità della radice d’iris di conservare l’acqua per sopravvivere anche a lunghi periodi di siccità. Preparazioni cosmetiche a base di estratto d’iris sono mirate a regolare l’equilibrio idrolipidico della pelle.
 
Iris Gernanica Double Day
Grazie per la collaborazione a Daniela Pasero, vivaio Fiorichiari di San Pietro Mosezzo (NO) specializzato in iris rifiorenti , rose antiche moderne e inglesi, oltre ad una selezione di erbacee perenni.  
Conosciuta a Masino nel suo stand colorato e profumato dove lei con pazienza e competenza dispensa consigli e suggerimenti, a tutti.