giovedì 18 marzo 2021

Il talento non basta, ci vuole coraggio per cambiare il cuore della gente
dal film Green Book

Giornata senza vento, finalmente! 
L'incendio sul Musinè, ben visibile, è stato spento, con fatica, due giorni e due notti, un secondo per appiccarlo, pare sia stato doloso...... Questo è uno dei casi, non l'unico al quale applicherei la legge del taglione, 
Dopo due giorni senza essermene occupata il mio piccolo giardino mi ha fatto trovare alcune sorprese, due arbusti sono esplosi, la chaenomeles japonica  in abbinata al prunus spinosa e la chaenomeles speciosa, più solitaria e un pò superba, consapevole della sua candida bellezza ama stare da sola. E' il periodo che preferisco, una continua mutazione, una tavolozza che ogni giorno si arricchisce, se potessi fermerei il tempo.
Sono appena tornati da chissà dove, Mirtilla e Mirtillo due merli, mi piace pensare che sono sempre gli stessi...che da alcuni   anni hanno scelto il nostro spazio per saltellare quà e là, abbeverarsi al "cuncet" una pietra scavata che ai tempi era in un pollaio per permettere alle galline di dissetarsi. E' nei pressi della porta della cucina, passano con eleganza, si guardano intorno e sbluff ..... gradiscono anche briciole, biscotti se possibile. A volte penso che uno spazio esterno per quanto piccolo in questo anno ha fatto la differenza da chi nelle città dispone solo di un balcone, magari in un piccolo appartamento, con smart work, d.a.d. e compagnia varia. Questa privazione di libertà dovrà un giorno finire, quel giorno sapremo se le emozioni cui abbiamo dovuto rinunciare per tanto tempo hanno ancora per noi la stessa importanza, o se come spesso succede il desiderio è l'ansia dell'attesa e svanisce nel momento in cui potrebbe realizzarsi.
Penso spesso a quando questo avverrà, alle persone che vorrò vedere, ai luoghi che vorrò visitare.... penso di sapere cosà farò quel giorno..... niente di particolare.... perchè le cose hanno un senso quando ha senso farle.... 
Sono finita in queste riflessioni guardando un film un pò urticante nella sua drammatica realtà dei tempi in cui è stato girato, : Green book !
Serena notte!


 



martedì 16 marzo 2021


Ho bisogno di alleggerire le spalle.
Perché è da troppo tempo che sono cariche di pesi che non ho voluto e non ho chiesto.
E poi sotto ci sono le mie ali.
Ci sono io, che ho bisogno di volare.
Alda Merini

Oggi 16 marzo 2021 queste righe della grande Alda Merini riassumono il mio stato d'animo, credo facilmente credibile e condivisibile.
Da oggi metterò sulla carta emozioni, le mie ma anche quelle altrui, saperi, non i miei, ho pochissimo da insegnare e moltissimo da imparare, sapori, adoro la cucina, mi piace abbastanza cucinare e moltissimo assaggiare.....
La mia passione suprema rimane sempre il mondo "verde" in tutti i suoi aspetti, da qui partono una serie di percorsi che portano a visite tematiche, viaggi, incontri con personaggi incredibili. In questo anno di lockdown mi sono occupata del mio piccolo giardino, ha rivisto vecchie foto, raccolto "ideuzze" sul futuro... in attesa di metterle in pratica, per non farsi trovare impreparati.
E' martedì, siamo in zona rossa, un vento che porta via, il tempo atmosferico che non sopporto.
Non si può uscire se non nei dintorni di casa, non si può vedere nessuno se non i congiunti ed i vicini da lontano.
In casa siamo in due, mio marito ed io, potremmo anche disdire l'allaccio elettrico, a volte facciamo scintille. Siamo reduci da un periodo molto difficile, oltre il covid, adesso va meglio e voglio partire da questo per "cominciare a volare" in modalità pindalica in attesa di farlo in modalità reale.
La cosa che mi manca di più è proprio questa, viaggiare, per raggiungere persone che non vedo da tempo, a cominciare da mio figlio, per mettere qualche spunto sulla mia interminabile "lista dei desideri" le mete dei viaggi che ho in mente..... tanti, tantissimi, sicuramente troppi, ma sognare è una delle mie prerogative, la mia mente non riposa mai, vaga, volteggia, rotea, a volte è faticoso ma mi ha aiutato nei momenti peggiori, ha dato un barlume di luce quando il tunnel era total black, e come si suol dire "volere è potere".
Sono riuscita a mettere in poche righe molte idee e ancor più confusione.... è la mia normalità, da qui parto per iniziare qualsiasi cosa....
In questo periodo sto sistemando la casa che era dei miei genitori e il giardino, cercando di ridare vita ad oggetti che avrebbero fatto una brutta fine, in una casa dove nessuno buttava niente, ogni tanto emergono oggetti, libri, ricordi.... è come rivivere il passato, soprattutto l'infanzia.
La mia età anagrafica imporrebbe altri canoni e altri modus vivendi, ma mi va bene così, la bambina che è in me, non mi lascerà mai, ha energia, aspettative e moltissime curiosità...... da vivere giorno per giorno.
Concludo con una delle mie diaboliche creature preferite, una orchidea cymbidium, anche quest'anno non ha mancato la sua fioritura, non abbondante, ma va bene così.






domenica 18 febbraio 2018

Ricette per tutti i .......gusti

Vi proponiamo alcune ricette.

Bevanda di biancospino digestiva
Far bollire zucchero,1 buccia di limone, 2 o 3 chiodi di garofano, 1 litro di vino rosso di buona produzione agricola, aggiungere una manciata di drupe di biancospino e lasciar bollire per 10 minuti a fuoco lento.
Spegnere la fiamma e quando il vino si sarà raffreddato, filtrarlo e metterlo in frigo. Bevuto a bicchierini, esercita azione digestiva.



Frittata primaverile di borragine
Pulire e tagliuzzare delle belle foglie di borragine appena colte, unire le uova con sale e formaggio grattugiato. Preparare delle frittatine farcite di mozzarella.

Risotto con foglie di borragine
Ingredienti: una manciata di foglie di borragine, una piccola cipolla, riso, sale, acqua, brodo.
Esecuzione: tritare la cipolla e farla soffriggere. Appena è ammorbidita aggiungere il riso, rimestare perchè assorba il condimento. Aggiungere le foglie, rimestare ancora per un momento e poi fare il risotto come l'abitudine.

Frittelle di borragine
Preparare la pastella per friggere, con 120 g. di farina,1 cucchiaio di liquore,1 cucchiaino d'olio, 1 uovo, 1 pizzico di sale e lasciare riposare 30 minuti. Immergervi le foglie e friggerle nell'olio bollente. Metterle su carta assorbente e servire ricoperte di zucchero.

Torta pasquale con castagne
Dosi per 6 persone: Kg 1 di castagne bianche, Kg 2 di mele, 2 arance, g 300 di amaretti, g 100 di burro, g 250 di cioccolato in polvere, g 100 di uvetta, 6 uova, mezzo litro di latte, un bicchiere di marsala, un bicchierino di liquore (facoltativo), g 70 di zucchero.
Far bollire le castagne con le bucce delle due arance. A parte mettere a cuocere le mele con vino e zucchero. In una terrina intanto porre a bagno gli amaretti in mezzo litro di latte. Fatta questa operazione, prendere le mele cotte e le castagne e passarle con gli amaretti nel passaverdure. Raccogliere il composto in un recipiente e aggiungervi le uova sbattute, lo zucchero, il cioccolato, l'uvetta e i liquori; amalgamando il tutto fino a formare un ammasso omogeneo. Ungete col burro una o più teglie, spolverate con pane grattugiato e versarvi l'impasto. Porre nel forno.

Arrosto di vitello al ginepro
Steccare il pezzo di carne (800 g) con il rosmarino, dei filetti di aglio e 50 g di pancetta, tagliare a bastoncini, legarlo con uno spago. Far rosolare il pezzo di carne, salarlo, peparlo. Unire le bacche di ginepro e qualche foglia di salvia. Quando sarà rosolata da tutte le parti aggiungere un po' di aceto e il vino bianco. Proseguire la cottura per due ore aggiungendo di tanto intanto del brodo bollente.

giovedì 8 gennaio 2015

Commenti dell'anno che fu....


“Comunemente il benessere viene percepito come una condizione di armonia tra uomo e ambiente, derivante in particolare dal bello che c’è intorno a noi”

Il 7 e 8 dicembre si sono svolte a Caselle le giornate del benessere, nei locali del palazzo comunale di Piazza Europa. Il motivo conduttore era illustrare e permettere ai visitatori di conoscere ed approcciare alcuni degli aspetti fondamentali legati alla nostra ricerca di “benessere” strutturate in tre temi principali:
  • ALIMENTARE: recupero di vecchie usanze e tradizioni alimentari, il piacere della cucina semplice, preparazione e consumo di tisane, tè e birra.
  • BOTANICO/FLOREALE: realizzazione addobbi, editoria sulla materia
  • OLISTICO/COSMETICO: trattamenti olistici, approccio alla psicanalisi, meditazione
Una serie di conferenze abbinate a spiegazioni pratiche delle varie discipline ha permesso ai visitatori di conoscerle al meglio, particolarmente gradite le conferenze di psicolinguistica e introduzione al Training Autogeno del dottor Ariberto Faretra, psicologo, psicoterapeuta e ricercatore; la meditazione vipassana guidata da Giovanni Cortese, counselor olistico; la presentazione del libro “Il giardino delle regole infrante” di Renato Ronco; la cerimonia del tè e le cento qualità del miele a cura di Silvia Somali e Paolo Bergonzi di PRATOROSSO, apicoltura erboristeria; l’uso delle erbe e delle spezie nella preparazione della birra, dall’antichità ai giorni nostri a cura di Massimo Dilda, sommeiller A.I.S. assaggiatore O.N.A.B.; la preparazione di formaggi a cura di Gerardo Zeppa; le orecchiette e i cavatielli magistralmente cesellati dalle abili mani di Maria Elisa Zeppa; prodotti naturali e biologici a cura della Cooperativa TERREDI.

E ancora gli stupendi addobbi dell’ingresso, delle scale e della sala giunta di LINEA VERDE di Elisa Nepote, i libri a tema della libreria “Tempo Libro” di Caselle Torinese.

Sono stati nostri graditi ospiti una ricercatrice, la D.ssa Emanuela Pupo e la segretaria del comitato A.I.R.C. Piemonte e Valle d’Aosta Signora Anna Bosio.

A margine lunedì 8 dicembre alle ore 10 un folto gruppo di persone ha lasciato a piedi piazza Europa alla scoperta delle meridiane casellesi. In testa alcuni esponenti della Società Gnomonica Italiana: Giampiero Casalegno, Luigi Ghia e Riccardo Anselmi. Una domanda può sorgere spontanea: quale il legame tra la gnomonica, la scienza che studia meridiane e orologi solari ed il benessere? Il benessere può nascere anche dal coltivare una passione e quando la passione è autentica il desiderio è di condividerla affinchè altri possano beneficiarne. Caselle possiede 16 meridiane nell’anagrafe ufficiale e altre sconosciute.

Nelle settimane precedenti era stato fatto un lavoro di ricerca e censimento delle stesse, di contatti con i proprietari soprattutto per quelle situate in cortili interni. La risposta è stata superiore ad ogni aspettativa e ha permesso di visitarle quali tutte escludendo per motivi di tempo quelle più lontane dal centro storico, due nel cortile dell’Antica Zecca una in fondo a via Caldano.

giovedì 28 agosto 2014

PROGETTO DI ORTOTERAPIA:Giovedì 18 settembre, serata dedicata a “Sua Maestà l’orchidea” con un esperto: Giancarlo Pozzi

L'orchidea fu definita "il sandalo del mondo" dai greci. Questa definizione si lega alla forma suo grande labello gonfio che la fa somigliare alla punta di una scarpetta. La leggenda dell'Epiro narra di un giovane ermafrodito di nome Orchide che sentendosi rifiutato da tutti per la sua diversità ed ambiguità, decise di farla finita gettandosi da una rupe dal prato su cui cadde nacquero tantissimi fiori variopinti, fastosi e bizzarri, l'uno diverso dall'altro ma allo stesso tempo similari. Questi fiori presero il nome di Orchidee, ossia, fiori di Orchide. La bellezza di questi fiori ha evocato il simbolo dell'armonia e l'emblema della perfezione spirituale, la bellezza che trascende ogni genere essendo maschile e femminile insieme.. Delle Orchidee parlava già Confucio nel V sec a.C. Il nome scientifico Orchidee venne usato per la prima volta nel testo di Teofasto "Storia delle piante". A quei tempi le orchidee erano sfruttate come piante medicinali, dagli effetti stimolanti. Alla fine del Rinascimento la prima Orchidea tropicale sbarca in Europa. Il botanico svedese Linneo ordinò tutte le specie nel suo "Species plantarum". Charles Darwin contribuì a scoprire le tecniche di riproduzione dando il via ad una vera e propria caccia a queste piante sconfinando in vere e proprie guerre tra compagnie commerciali per accaparrarsi l'ultima nuova specie. Nel XX sec. questo deplorevole fenomeno si riduce anche se permangono ad oggi degli scempi degli habitat originari. Questa grandissima famiglia, le Orchidaceae , comprende circa 35000 specie divise in 800 generi differenti, senza calcolare gli innumerevoli ibridi (circa 100.000) Sono diffuse un po' ovunque ma per la maggior parte sono originarie delle zone umide della fascia intertropicale. In Italia abbiamo circa 85 specie spontanee di orchidee, distribuite nelle zone umide sia di montagna che in prossimità delle coste, molte delle quali estremamente rare e in via di estinzione e come tali protette dalla raccolta indiscriminata. Contrariamente a quanto si pensa comunemente le orchidee sono tra le piante più diffuse sulla terra ed ultimamente sono diventate anche le più diffuse piante d'appartamento. Negli ultimi anni le orchidee, ed in particolare le Phalaenopsis sono diventate le piante più vendute. Nel 2008 in Olanda sono state vendute 291.000.000 (duecentonovantun milioni) di piante di Phalaenopsis. La parola all’esperto: Giancarlo Pozzi (classe 1938): l’ho conosciuto a Masino alcuni anni fa,l’ho rivisto ad Orticola, Euroflora, Flor Torino. Il suo stand rappresenta degnamente la sua passione e la sua competenza, la sua figura è un punto di riferimento per gli appassionati anche per la sua cordialità e la sua ironia, sarà veramente lusinghiero condividere una serata con lui, arriverà da Morosolo con le sue creature e la sua esperienza coinvolgente, nel suo vivaio si trovano esemplari di VANDA,PAPHIOPEDILUM, CYMBIDIUM, CATTLEYA, LYCASTE, ODONTOGLOSSUM, DENDROBIUM, CAMBRIA, MILTONIA, ONCIDIUM , PHALENOPSIS, PLEIONE, PHRAGMIPEDIUM. “Sono un gran casinista, coltivo orchidee da quasi 50 anni e un tempo non avrei mai immaginato che un giorno mi sarebbe piaciuto fare chiacchierate in pubblico sulle orchidee, della serie come si cambia nella vita!” “Mi sembra quasi che la mia sia una missione, insegnando a coltivare e far rifiorire le orchidee in casa rendo più felici le persone” Così ama definirsi Giancarlo che la passione per le orchidee ce l'ha nel Dna, tramandata dal padre che negli anni Sessanta ha dato il via alla sua attività. Florovivaista di Morosolo, ogni anno apre i giardini della sua azienda al pubblico, mette in mostra le sue "opere d'arte" e organizza eventi per gli appassionati. In pochi decenni ha registrato più di quaranta ibridi di nuove specie di orchidee e di alcune va orgoglioso come di un tesoro. Come quella che gli ha permesso di ottenere un posto al Botanical Garden di New York, che ospita, su una superficie di più di 100 ettari, 27 giardini particolari e perfino una foresta. È una storia curiosa quella che ha portato i suoi fiori in uno dei più importanti giardini del mondo. «Una storia - racconta Pozzi - che parte da Susanna Walton, la proprietaria de "La Mortella" di Ischia, il parco che è stato votato come il migliore in italia dal punto di vista botanico. Pochi giorni fa ho ricevuto una copia del libro che ne presenta le bellezze e che, nel capitolo sulla "serra delle orchidee", parla anche dei miei fiori e mi presenta come un "coltivatore ispirato e appassionato". Un bel complimento che ho deciso di ricambiare dedicando alla creatrice de "La Mortella" una delle ultime specie che ho registrato, è nata così l'orchidea Susanna Walton, quella che mi ha fatto contattare dal Botanical Garden di New York. Ma questa è solo l'ultima ne potrei raccontare molte altre». Di ogni fiore conosce le proprietà ed il passato. Presenta le sue orchidee raccontandone la storia, il fascino e le sfumature dei loro profumi che spaziano dal pepe alla vaniglia. L'azienda di Giancarlo Pozzi è cresciuta negli anni, oggi le sue piante occupano duemila metri quadrati di serre. Dal 1991 ha attivato un laboratorio per la riproduzione delle orchidee da seme e un programma di ibridazione dove quasi settimanalmente fiorisce per la prima volta qualche cosa di inedito. A vedere le sue "creazioni" arrivano visitatori da tutta Italia e non solo.

giovedì 24 aprile 2014

Lettera del capo indiano Seattle al presidente USA Franklin Pierce, uno dei migliori testi ambientalisti mai scritti, in occasione della giornata mondiale della terra, Earth Day, 22 aprile

Le radici storiche della cultura ambientalista Lettera del capo indiano Seattle al presidente Usa Franklin Pierce Nel 1854 il "Grande Bianco" di Washington (il presidente degli Stati Uniti) si offri' di acquistare una parte del territorio indiano e promise di istituirvi una "riserva" per il popolo indiano. Ecco la risposta del "capo Seattle", considerata ancora oggi la piu' bella, la piu' profonda dichiarazione mai fatta sull'ambiente. 14 settembre 2003 - capo indiano Seattle Capo indiano Capo indiano CHIUDI "Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra e' sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ogni ronzio di insetti e' sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se' il ricordo dell'uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Quest'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e' solamente acqua, per noi e' qualcosa di immensamente significativo: e' il sangue dei nostri padri. I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per fiumi lo stesso affetto che dimostrerete ad un fratello. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano. Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera' tutta la terra e a lui non restera' che il deserto. Non esiste un posto accessibile nelle citta' dell'uomo bianco. Non esiste un posto per vedere le foglie e i fiori sbocciare in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse e' perche' io sono un selvaggio e non posso capire. Il baccano sembra insultare le orecchie. E quale interesse puo' avere l'uomo a vivere senza ascoltare il rumore delle capre che succhiano l'erba o il chiacchierio delle rane, la notte, attorno ad uno stagno? Io sono un uomo rosso e non capisco. L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccia dello stagno, e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacche' tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stesa aria. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come un uomo che impiega parecchi giorni a morire resta insensibile alle punture. Ma se noi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordare che l'aria per noi e' preziosa, che l'aria divide il suo spirito con tutti quelli che fa vivere. Il vento che ha dato il primo alito al Nostro Grande Padre e' lo stesso che ha raccolto il suo ultimo respiro. E se noi vi vendiamo le nostre terre voi dovrete guardarle in modo diverso, tenerle per sacre e considerarle un posto in cui anche l'uomo bianco possa andare a gustare il vento reso dolce dai fiori del prato. Considereremo l'offerta di acquistare le nostre terre. Ma se decidiamo di accettare la proposta io porro' una condizione: l'uomo bianco dovra' rispettare le bestie che vivono su questa terra come se fossero suoi fratelli. Che cos'e' l'uomo senza le bestie? Se tutte le bestie sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito. Poiche' cio' che accade alle bestie prima o poi accade anche all' uomo. Tutte le cose sono legate tra loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano e' fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinche' i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa e' arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra e' la madre di tutti noi. Tutto cio' che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, bensi' e' l'uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto cio' che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Non e' l'uomo che ha tessuto le trame della vita: egli ne e' soltanto un filo. Tutto cio' che egli fa alla trama lo fa a se stesso. C'e' una cosa che noi sappiamo e che forse l'uomo bianco scoprira' presto: il nostro Dio e' lo stesso vostro Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete come volete possedere le nostre terre ma non lo potete. Egli e' il Dio dell'uomo e la sua pieta' e' uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco quanto per l'uomo rosso. Questa terra per lui e' preziosa. Dov'e' finito il bosco? E' scomparso. Dov'e' finita l'aquila? E' scomparsa. E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza".

sabato 19 aprile 2014

L’ESSENZA DI UN GIARDINO



Le nostre piante accudite con devozione ci ripagano in mille modi inaspettati: favoriscono intrecci di relazioni, nuove amicizie, tutte mosse dagli stessi sentimenti, perché nel coccolare le nostre piante ci guida una passione genuina che tocca il più profondo dei nostri bisogni: prenderci cura di noi!
Che sia una semplice passione, una pratica che allontana dai pensieri frettolosi quotidiani, una ricerca o un avvicinamento alla natura, appassionarsi alle piante significa abbandonare i nostri pensieri e le nostre abitudini e dedicarsi con pazienza a loro.
Pian piano piccoli e lenti gesti diventano condivisi, diventano scambi sociali, intrecci di relazioni che porteranno le persone ad attivare una sorta di caccia al tesoro, accordi per confrontarsi, creazione di passaparola e sottili comunità virtuali, tutti mossi dallo stesso sentimento e desiderio di condivisione.
Si entra pian piano in un mondo fantastico dove il silenzio regna e ti accoglie indicandoti nel suo percorso dove far sostare l’occhio.
Sguardi curiosi vanno alla ricerca di qualcosa da scoprire, mentre il giardino segreto continua ogni giorno a mostrare angoli nascosti e rivelare nuovi sorprendenti cambiamenti.
Il nostro giardino, grande o piccolo che sia, ci rappresenta, comunica le nostre sensazioni, svela i nostri bisogni e le nostre emozioni e manifesta le attenzioni che sappiamo dedicare agli altri, chi ama il proprio giardino sentirà il bisogno di vederlo la mattina prima di uscire di casa o durante il giorno e sarà l’ultimo pensiero della sera prima del buio, ci ricambierà per intero di tutti i nostri sforzi ed una volta impostato e definito ci chiederà veramente poche cure e sarà sempre disponibile ai nostri cambiamenti, accontentando volta per volta le nostre mutevoli esigenze, nulla meglio di un giardino ci permette di far correre la fantasia, la creatività e i diversi stati d’animo. Le scelte dei colori ci permettono di creare sfondi con il massimo del cromatismo o angoli monocromatici più distensivi, aiuole sgargianti e un sottobosco rilassante.
Dopo anni passati a trascorrere il mio “non tempo libero” e cioè quello sottratto faticosamente ad altre incombenze faticosamente assolte in orari impossibili, sono giunta alla conclusione che il nostro giardino o balcone o terrazzo o semplicemente una fioriera accudita con passione è il luogo più vivo che esiste: ogni filo d’erba, ogni germoglio, ogni pianta piccola o grande, ogni cespuglio, ogni albero è vivo, soffre, si lamenta, cresce, si nutre, si ribella e a volte muore! Ma tutti questi organismi vivi ci ricambiano in base alla loro natura delle cure che dedichiamo, con i colori, i profumi, le forme di cui sono dotati.

Questa è l’essenza di un giardino: luogo ideale per sublimare i nostri sensi, dimenticare ed alleviare le nostre ansie e le nostre ferite, gratificarci per i risultati che non mancheranno! Saprà aspettarci quando non possiamo dedicargli le cure di cui ha bisogno e velocemente si riprenderà quando torneremo ad occuparci di lui!