venerdì 19 marzo 2021

 Oggi chiudo gli occhi e lascio che questo tiepido sole di marzo accarezzi dolcemente la mia pelle, provo a percepire i confini del mio cuore, un viaggio con destinazione sconosciuta alla conquista di territori inesplorati. 
Alessandro Vollaro

Marzo è un mese fondamentale per le attività in giardino,  lavori di pulizia, diserbo, potature, rinnovo pacciamatura, concimi. Ieri mi sono "concessa" una giornata nel terreno circostante la casa dei miei genitori, in parte prato, in parte aiuole e bordure, un pò di orto. E' un terreno con parti  in pendio, con alcuni muri a secco che mio padre aveva "tirato su" molto faticosamente, sto cercando di piantumare alcune parti al fine di evitare soprattutto lo sfalcio dell'erba che in queste condizioni è molto faticosa. Per tornare al presente ho destinato una parte di questo pendio a piante acidofile, azalee, rododendri, pieris, hydrangee. Siamo ad una altezza di 700 metri, queste piante vivono benissimo, una umidità del terreno costante per quasi tutti i mesi dell'anno, per assurdo il periodo più secco è questo, poi arrivano i temporali, parliamo delle Valli di Lanzo, altrimenti definito il pisciatoio delle Alpi.... Ho quasi finito la zona acidofile, utilizzo come pacciame le foglie cadute in autunno e il materiale di potatura sminuzzato, nel rispetto del dogma che in natura  nulla si crea e nulla si distrugge. Per le piante da utilizzare mi sono rivolta ad un esperto di piante, il migliore che io conosco, si chiama Renato Ronco, ha un vivaio di produzione in Lungo Stura Lazio a Torino, un vivaio fra le case di città, una stupenda oasi verde dove si trova di tutto, anche piante decisamente insolite provenienti da terre lontane che Renato porta a casa dai viaggi, di cui è appassionato. Li ho conosciuto per la prima volta la Victoria Amazonica. Innestino, ibridatore e altro ancora.... lui smentisce, come tutti le persone con un notevole curriculum è dotato di grande umiltà. Mi ha fornito le azalee e i rododendri, i pieris, le hydrangee, le Hosta (una delle mie piante preferite) e alcune insolite varietà di felci. 
Per tornare a ieri, ho trovato una magnolia stellata nel meglio della sua fioritura nonostante lo scorso anno sia stata abbandonata a se stessa per il lockdown e per altre vicende, spero che la nevicata non abbia lesionato i fiori, molto fragili. Era una delle piante preferite di mia madre, la prima immagine 
della primavera. E ancora narcisi e bergenie e un tappeto leggero di primule vulgaris, violette, margheritine. A breve sbocceranno le forsythia avvinghiate alle chaenomeles, i muscari, i tulipani, gli iberis, 
Un ciclo incessante quello botanico, una rotazione che non si ferma, a meno che non si decida di fare scelte drastiche e minimaliste.... difficili da sostenere, considerata l'altissima offerta di piante di ogni sorta che oggi si trovano con facilità. 
Spero di fare cosa gradita nel condividere alcune immagini di questo luogo che rappresenta il vissuto del miei genitori, oggi non ci sono più, ma esiste grazie a loro, questo per me è stimolo per accudirlo nel modo migliore, da loro ho ricevuto anche buona parte degli insegnamenti, in giardino ma non solo.








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